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Torricella In Sabina

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IN AUTO

Da Nord

Provenendo da Nord, si percorre l'autostrada del Sole (A1) in direzione Roma, e subito dopo la barriera di Roma Nord uscire a Fiano Romano proseguendo poi in direzione della SS4 Salaria avvalendosi della bretella autostradale Fiano Romano – Passo Corese. Una volta giunti sulla Salaria, dirigetevi verso Rieti e dopo circa 26 Km svoltate sulla SP 43B in direzione di Poggio San Lorenzo. Da lì attraversare Vallicelli e proseguire in direzione Torricella in Sabina.

Da sud

Provenendo da Sud, si percorre l’autostrada del Sole (A1) in direzione Firenze per poi uscire a Fiano Romano e imboccare la SS4 Salaria avvalendosi della Bretella autostradale Fiano Romano – Passo Corese. Dalla Salaria in direzione Rieti, svoltare a destra per Poggio S. Lorenzo, proseguire e attraversare Vallicelli, proseguire per Torricella in Sabina.

Da Rieti

Prendere la SS 4 Salaria in direzione Roma, attraversare Case San Benedetto, svoltare sulla SP 43B e seguire le indicazioni per Torricella in Sabina.

 

In treno

La stazione ferroviaria più vicina si trova nel Comune di Fara Sabina, nei pressi dell’abitato di Passo Corese, ad una distanza di circa 29 Km. Si tratta di una stazione con collegamenti rapidi sia verso la stazione ferroviaria di Roma Tiburtina, con tempi di percorrenza pari a 39 min., che verso l’aeroporto di Fiumicino con tempi di percorrenza pari a h 1:27.

Dalla stazione di Fara Sabina è possibile raggiungere Torricella tramite il servizio bus della linea Cotral in coincidenza con i treni.

L'intero centro storico conserva il suo autentico aspetto, con stretti vicoli e massicci portali. Passeggiando nell’antico centro storico si può visitare la chiesa di S. Giovanni Battista: nel suo interno è conservata una croce d’argento del ‘300 di scuola orafa abruzzese. Le vicende costruttive della chiesa si possono rileggere chiaramente nel suo impianto, l’abside infatti, con resti di affreschi di ottima fattura, è ricavato da un torrione preesistente alla costruzione della chiesa.

Lungo la strada che congiunge Torricella con Poggio S. Lorenzo, nel XV sec., fu edificata la chiesa di S. Maria delle Grazie con annesso convento. Recenti opere di restauro hanno portato alla luce interessanti affreschi medievali.

Si segnalano tra le altre bellezze del luogo, le due piccole frazioni di Oliveto e Ornaro, ricche di testimonianze artistiche ed architettoniche di epoca medievale; in estate, grazie ai rigogliosi boschi che ricoprono l’intera area, diventano meta di villeggiatura. Nel territorio Ornano riaffiorano anche i resti del basolato romano della Via Salaria; in alcuni tratti ancora nella posizione originaria, che percorreva quest’area per circa tre miglia; si possono vedere inoltre i cippi miliari che misuravano la lunghezza della strada e soprattutto il bellissimo e ben conservato "Ponte Sambuco", fatto costruire dai Flavi.

Il paese sorge presso il percorso dell'antica Via Salaria ed accanto al vecchio tracciato della omonima strada statale, ora dismesso, sostituita da una variante negli anni '70 e lungo un tradizionale tratturo della transumanza. Nel territorio del Comune si trovano interessanti resti dell'antica via romana: il "ponte Sambuco", tratti di pavimentazione in località Carnevale, una colonna miliaria e alcune rovine presso Ornaro alto. Il centro di Torricella in Sabina risulta nell’XI secolo tra i possedimenti della potente Abbazia di Farfa. Nel XIV secolo perviene alla famiglia Cesarini e, due secoli più tardi passa al ramo Sforza Cesarini. Gli Sforza Cesarini, rimasero proprietari della torre e del palazzo, principali edifici del borgo antico, fino alla prima metà dell’ottocento. Interessanti resti di affresco nell'abside della chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, nella torre che ha dato il nome al paese. Appena fuori dall'abitato è la chiesa ed il convento di Santa Maria delle Grazie, risalente al secolo XII, restaurato dopo lungo abbandono. Nel 1867 Torricella in Sabina ospitò, ben accolti dalla popolazione, numerosi volontari garibaldini prima della battaglia di Mentana che, male equipaggiati, vennero forniti di quattordici fucili da caccia dal patriottismo degli abitanti.[1] Torricella in Sabina venne attraversata dalla guerra nel 1944, subendo pesanti danni, in particolare per le distruzioni operate dall'esercito tedesco in ritirata per bloccare le strade all'avanzata alleata.

Chiesa di S. Antonio

All'inizio del Borgo, la chiesa intitolata a S. Antonio: è una graziosa chiesetta seicentesca, privata, i cui proprietari non risiedono nel luogo, per cui essendo pressoché in disuso si progressivamente deteriorando. Di notevole possiede un tabernacolo ligneo di buona fattura.

Chiesa di S. Giovanni Battista

C'è poi la chiesa parrocchiale, dedicata a San Giovanni Battista, situata nella parte medievale del paese, la cui costruzione risale probabilmente al XII secolo. Sulla facciata, più volte rimaneggiata, fa spicco un artistico rosone, con archetti e colonnine a tortiglione magistralmente scolpiti, che può essere riferito agli inizi del Trecento. L'interno è ad un'unica navata; l'abside è costituita dalla curvatura semicircolare di un preesistente torrione sulle cui pareti sono stati recentemente scoperti frammenti di dipinti medioevali con figure di Santi, uno dei quali reca la data 1251; due pregevoli tele del primo Cinquecento si trovano su due altari laterali. Una splendida tavola a tempera raffigurante la Madonna col Bambino, attribuita da alcuni ad un anonimo artista della regine umbro-laziale del sec.XV, da altri, più verosimilmente, alla scuola del Lippi, trovasi da tempo presso la Soprindentenza.   Degna dell'interesse è una bella croce astile sbalzata in argento, pregevole lavoro di oreficeria medioevale, probabilmente abruzzese, della fine del Trecento.

Chiesa di S. Maria delle Grazie

La terza chiesa, intitolata a Santa Maria delle Grazie, con annesso un antico convento, è situata subito fuori del paese, sulla strada per Poggio San Lorenzo.Si tratta di un interessante complesso monastico di cui si hanno scarse notizie. Unico documento esistente è una lunga relazione sullo stato del monastero redatta il 15 Aprile 1650 dai monaci Agostiniani che vi abitavano e conservata nell'Archivio generale Agostiniano, in Roma. In essa si legge che "la sua fondazione et erezione, consenso ed autorità del S.P. assegnamenti et obblighi non si possono descrivere stante che libri passati della sua famiglia attestano esser perito un libro nel tempo del priore Fra Angelo da Gualdo Cattano nel 1625 e 1626 nel quale potevano costare et apparire le suddette cose". Sulla lunetta della porta d'ingresso della chiesa è ancora leggibile questa scritta incisa su pietra: "Initium huius devotionis fuit in die Sancti Patris Augustini an. 1405". Anche nell'architrave si legge "Salve Regina Mater Misericordie" e più sotto "Ecclesia fratrum servorum Xti et servorum Sancte Marie". Da questa chiesa proviene la preziosa tempera della Madonna col Bambino di cui si è detto sopra."La struttura della chiesa e del convento è di tre piani.

Dopo il 1870, passati al Comune, chiesa e convento rimasero per decenni abbandonati a se stessi, divenendo luogo di rifugio per gente senza tetto, abitazione di pastori e persino ricovero di armenti. Durante la prima guerra mondiale vi furono concentrati per qualche anno alcuni prigionieri austro-ungarici. In seguito al Concordato, questo complesso monastico fu restituito alla Chiesa, che vi operò alcuni lavori di riordino e di restauro. Ma poi seguirono altri decenni di abbandono e di disinteresse. Nel 1975, finalmente la chiesa è stata a fondo restaurata per "l'interessamento e la generosità dell'Ing. Enrico Filippi", come ricorda una lapide posta all'interno.

Durante i lavori eseguiti in S. Maria delle Grazie sono venuti alla luce alcuni interessanti affreschi sino ad allora celati da intonachi e tinteggiature sovrapposti senza criterio nel corso dei secoli: due sulla parete di destra, una Madonna in trono col Bambino e, ancora, una Madonna col Bambino e S. Antonio abate; un altro, di buona fattura, sul secondo altare di sinistra, raffigurante anch'esso la Vergine col Figlio e, ai lati, S. Nicola da Talentino e S. Caterina d'Alessandria.

Ornaro

Ornaro è costituito da due centri abitati: Ornaro Alto, di origine medioevale, ed Ornaro Basso, un moderno insediamento sito a pochi km dal centro storico.

Ornaro Alto si trova sopra una collina circondata di fitti boschi, all’altezza del Km. 64 della via Salaria Nuova, dalla quale infatti è perfettamente visibile, soprattutto a chi proviene da Roma.

La struttura urbanistica tipicamente medievale del centro abitato accoglie il visitatore con il consueto fascino dei borghi sabini, dove spesso si ha la sensazione di rivivere atmosfere di pace e serenità d’altri tempi.

Il paese è visivamente dominato da un Castello, inizialmente proprietà della famiglia Brancaleone, poi passato agli Orsini ed infine ad alcune famiglie locali.

Interessante la visita alla piccola chiesa del patrono Sant'Antonino Martire e sicuramente consigliabile una passeggiata lungo le vie che, uscendo dal paese, si inoltrano per la campagna circostante, tutta sapientemente curata da mani esperte.

Casaprota

Centro agricolo situato nell'alto bacino del torrente Farfa, sul crinale della cresta collinare che divide la valle principale da quella laterale destra solcata dal fosso Montenero.

L'origine dell'abitato risale al secolo X, quando il fundus Casaprotae apparteneva all'Abbazia di Farfa. Sembra verosimile che tra il XI e il XII secolo i appartenuta alla nobile famiglia De Romania, la più potente famiglia della Sabina del tempo. Alcuni documenti citano lo scontro che si ebbe per il possesso della chiesa di S. Angelo tra i De Romania e la consorteria dei Camponeschi, altra nobile famiglia che possedeva molto castelli eretti in altituini della sabina. Passò poi verso la fine del XIII secolo come dominio della famiglia Brancaleoni, ramo dei De Romania, che infine la vendettero agli Orsini nel 1476. Nel 1604 pervenne ai Gentili.

Prodotti tipici della zona di Torricella in Sabina sono l’olio locale con il quale si realizzano le bruschette, il modo migliore per assaporarne la genuinità, le castagne e il vino. I piatti della cucina tradizionale sono quelli tipici della cucina della Sabina, ad esempio gli gnocchi con il sugo di pomodoro e odori; l’arrosticino di carne di pecora che viene degustato durante la Sagra organizzata nel centro storico nel mese di agosto; la cosiddetta Nociata, dolce realizzato con  miele, noci tritate e foglie di alloro.

RISTORANTE S. CHIARA

Via Salaria,10

02030 TORRICELLA IN SABINA (RI)

Tel.: (+39) 0765735153

 

LA CAPANNACCIA

Loc. Capannaccia

02030 TORRICELLA IN SABINA (RI)

tel: 0765735025

 

LE COSTE Srl

Via del Colle 6

02030 TORRICELLA IN SABINA (RI)

Tel: 0765703076

 

LA PINETA

Via Colle Agnelone 1

02030 TORRICELLA IN SABINA (RI)

tel: 0765735033

 

RISTORANTE REGINA

Via O. Leonardi 8

02030 ORNARO (RI)

tel: 0765703052

LA GINESTRA

Via Ricciari snc

02030 TORRICELLA IN SABINA (RI)

Tel: 3470305380-347357054

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