In auto
Autostrada A 14, casello di Bari Nord, SS I6 Bari/Brindisi a Km. 65.
Superstrada E 55 (S.S. I 6 e S.S. 379) Bari-Lecce
In treno
Ferrovie dello Stato: linee Milano-Lecce e Roma-Lecce
In aereo
Dall'Aeroporto di Brindisi: Km 30 in direzione Bari
Dall'Aeroporto di Bari: Km 70 in direzione Brindisi
Numeri utili:
Comune di Ostuni - Piazza Libertà, 68 - 72017 - OSTUNI
Tel. Ufficio URP: +39 0831 307306
http://www.comune.ostuni.br.it
Il comune di Ostuni (circa 32.000 abitanti) sorge sulle ultime propaggini della Murgia meridionale. La sua città vecchia, detta La Terra, è inconfondibile per l'accecante monocroma colorazione del suo abitato, dipinto rigorosamente di bianco. Le case tinteggiate di calce e la peculiare topografia le hanno fatto meritare epiteti fiabeschi, come Città Bianca, Regina degli Ulivi, Città Presepe. Il nucleo antico - probabile supporto dell'acropoli messapica - è infatti arrampicato sui fianchi scoscesi di un colle e presenta una pianta ellissoidale, chiaramente espressa dalla cinta muraria rafforzata dai torrioni aragonesi. Ne rimangono otto dei quindici originari, come pure buone parti dei baluardi che chiudevano la città medioevale. Ostuni è un affascinante groviglio di stradine anguste e tortuose, un susseguirsi di corti, piazzette e vicoli che un tempo facevano capo a cinque porte che si aprivano nella cinta muraria, munite di torri, piombatoi e bertesche. L'unica vera strada che raggiunge il vertice del "cono" e che divide il centro storico in due parti è via Cattedrale, mentre tutte le altre che lo intersecano sono vicoli ciechi o scalinate strette e ripide. Qui si trovano abitazioni cubicolari, spesso scavate nella roccia, unite da archi e semiarchi che fungono da contrafforti e da sostegno; come pure palazzi che, per gli stemmi gentilizi, i portali e la varietà delle linee architettoniche, con macchie d'ocra dorato ombreggiano l'accecante bagliore del bianco labirinto. Sulla sommità del colle, infine, si erge la Cattedrale, mirabile sintesi di elementi romanici, gotici e veneziani, che domina la Piana degli ulivi secolari fino al mare.
Abitato fin dalla preistoria, il territorio di Ostuni è occupato intorno al 1000 a.C. da Japigi e Messapi. La città è distrutta da Annibale nella seconda guerra punica, ricostruita dai coloni greci e, nei secoli successivi, occupata da Ostrogoti e Longobardi, Saraceni e Mori, Svevi e Normanni.
Nel 1507 viene annessa al ducato di Bari di Isabella d'Aragona. Durante quasi due secoli di dominio spagnolo gli ostunesi tentano più volte di opporsi, finché nel 1799 proclamano la città libera e repubblicana. Il congresso di Vienna segna il ritorno dei Borboni, ma anche la fioritura di sezioni della Carboneria e poi della Giovane Italia. Il 26 agosto 1860, a pochi giorni dalla partenza di Garibaldi da Messina, Ostuni - prima città della Puglia - abbatte gli stemmi borbonici e fa sventolare il tricolore.
La Cattedrale
Capolavoro dell'architettura gotico-romanica della seconda metà del XV secolo, è uno dei monumenti più noti della Puglia. La facciata, divisa in tre corpi, presenta altrettanti ogivali finemente scolpiti. Nelle lunette sono situate le sculture di S. Giovanni e S. Biagio. Sul portale centrale si ammira un bassorilievo della Madonna in trono col Bambino e Angeli.
La facciata è ornata anche da una rosa su ogni porta laterale e da un rosone centrale, più ampio e riccamente lavorato. L'interno della Cattedrale, suddiviso in tre navate, è di stile barocco. Nella chiesa si conservano pregevoli sculture e pitture, tra cui un dipinto di Jacopo Palma il Giovane.
Chiesa di San Giacomo in Campostela
In stile romanico, è la chiesa più antica di Ostuni, risale al 1423 e fu edificata per volere del nobile ostunese Pietro Caballeno, tornato miracolosamente da un viaggio in Spagna presso il santuario di S. Giacomo di Campostela.
La guglia di Sant'Oronzo
E' uno dei più bei monumenti in stile barocco di Ostuni e del Salento. Eretta nel 1771 a spese del popolo, è opera del maestro ostunese Giuseppe Greco. La guglia, in calcare compatto proveniente da cave di pietra gentile, è alta 20,75 metri e ha forma piramidale, ornata ai quattro lati da varie raffigurazioni e da putti, Alla sua sommità domina la statua del Santo patrono vestito dei paramenti vescovili, con la mano destra alzata in atto di benedire il popolo e la mano sinistra con il breviario. Ai quattro angoli una balaustra posta a metà altezza, e agli angoli quattro statue che rappresentano S. Biagio, S. Agostino, Santa Irene e S. Giorgio
Armeno. Sotto il profilo architettonico e urbanistico, è il punto ideale di raccordo tra la Ostuni medioevale e quella sette e ottocentesca.
Delia, la madre più antica del mondo
E' stata rinvenuta nell'ottobre del 1991, nel corso di ricerche archeologiche nella grotta di Santa Maria d'Agnano, dove è attualmente visitabile, a circa 2 km dal centro abitato di Ostuni.
Delia, così ribattezzata dai paleontologi, ha vissuto la sua breve esistenza più di 24 mila anni fa. Questa eccezionale testimonianza degli unici ?consanguinei" noti nel Paleolitico di tutta la storia dell'umanità, è anche la più antica madre del mondo. In base a quanto verificato e ricostruito su questa scoperta, Delia aveva 20 anni quando morì in avanzato stato di gravidanza. E' stata riportata alla luce dal prof. Donato Coppola, e il suo calco è visibile ad Ostuni nella settecentesca Chiesa di San Vito Martire, conosciuta con il nome di "Monacelle", attuale Museo delle Civiltà preclassiche delle Murge meridionali e presso il sito archeologico e naturalistico di Santa Maria d'Agnano.
Per le visite occorre contattare gli operatori del Museo delle Civiltà preclassiche telefonando allo 0831/336383.
Chiesa di San Biagio
L'edificio sacro, con un monastero attiguo dell'XI secolo abitato dai monaci basiliani, è situato sulle pendici del monte di S. Biagio, in Rialbo di Sopra, a dominare la sottostante piana degli ulivi secolari che si estende fino al mare. E' il più antico santuario di Ostuni ed ogni anno, il 3 febbraio, gli ostunesi si recano in pellegrinaggio verso il monte per pregare il Santo.
A 20 Km sulla SS 379 direzione Brindisi: la Riserva Naturale dello Stato di Torre Guaceto, vasta zona umida presente lungo la costa, di grande valore paesaggistico, luogo di sosta e riproduzione per molti uccelli migratori.
A IO km sulla SS 379 direzione Bari: la Riserva Naturale Regionale delle dune costiere di Torre San Leonardo, lungo cordone dunale sulla costa, coperto da una fitta macchia mediterranea e da ginepri plurisecolari, con stagni retrodunali e dune fossili coperte da relitti di steppa mediterranea.
A 6 km Carovigno: la Carbina di origine messapica di cui restano avanzi di mura megalitiche, presenta un elegante castello quattrocentesco.
A I I km verso l'interno: Ceglie Messapica, antico centro della messapica Caelia o Caelium, con castello ducale che domina le valli circostanti; terra di gastronomia, a I 2 km: le Grotte di Montevicoli, ricche di stalattiti e stalagmiti.
A IO Km: le grotte basiliane di San Biagio, nella vicina San Vito dei Normanni, con affreschi del 1.100.
A IO Km direzione Cisternino, Martina Franca: la Valle d'Itria; frutteti, vigneti, trulli, casedde e masserie tra dolci colline.
A 20 km, il sito archeologico di Egnazia, città risalente alla fine dell'età del bronzo, attraversata dalla via Traiana che collegava Roma a Brindisi.
La collina, la pianura, il mare
E' un territorio fertile ed intensamente coltivato, compreso tra la fascia costiera adriatica e l'entroterra collinare murgiano (200-300 m slm).
La collina, formata dalla bianca roccia calcarea sulla quale è adagiato un sottile strato di terra rossa, da origine ad un paesaggio dolcemente ondulato di singolare bellezza con terrazze, ampi avvallamenti, grotte e panorami che spaziano sulla vicina costa.
Non esistono fiumi, l'acque piovana si infiltra nei meandri della roccia, creando corsi d'acqua sotterranei. In prossimità del mare l'acqua riemerge in sorgenti d'acqua dolce.
Il litorale si estende lungo il mare Adriatico ed è caratterizzalo dal succedersi di insenature naturali, arenili di sabbia fine, scogliere che si specchiano in un mare limpido, azzurro, pulito e pescoso. Nonostante la presenza di insediamenti ricettivi per ospitare i numerosi turisti, sopravvivono con forza tratti costieri di notevole bellezza paesaggistica e naturalistica.
Le dune comprese tra Torre Canne e Torre San Leonardo sono riconosciute come Riserva Naturale Regionale e offrono la possibilità di balneazione su lunghi arenili sabbiosi tra le alte dune coperte di ginepri.
Attigua al litorale di Ostuni è la Riserva Naturale dello Stato di Torre Guaceto, in agro di Carovigno, un'area naturalistica di circa 1. 100 ettari, dichiarata di interesse internazionale. La splendida palude ospita acquitrini e dune con macchia mediterranea ed accoglie una ricchissima fauna, in particolare uccelli migratori acquatici che qui stazionano e si riproducono.
L?area naturalistica di Lamacornola è raggiungibile dalla SS I 6 per Bari, attraversando la splendida masseria-fortilizio Lo Spagnulo, situata a circa 5 km da Ostuni. La "lama", rappresenta un fenomeno carsico tipico del paesaggio delle Murge, ma oltre al grande valore naturalistico, possiede anche un valore storico, in quanto accoglie numerosi insediamenti rupestri utilizzati come abitazioni, oltre che "officine" di trasformazioni agricole e luoghi di culto in epoca medioevale.
La coltivazione dell'olivo nella zona ha origini remote, come attestano le numerose piante plurisecolari presenti sulla pianura prospiciente al mare. Gli uliveti, capillarmente diffusi dalla collina alla costa, contraddistinguono in modo predominante il paesaggio del comprensorio e rappresentano una fondamentale risorsa economica.
Il centro abitato di Ostuni, è ubicato sulla sommità di una collina e domina tutto il paesaggio della piana degli ulivi secolari sino al mare. La città segna il limite tra la piana olivetata e la zona collinare interna punteggiata da trulli e muretti a secco.
Il borgo medioevale, chiamato Terra, ha pianta circolare, ed è cinta da bastioni aragonesi. Ha un aspetto molto caratteristico per le tipiche case imbiancate a calce tra un groviglio di stradine, scalinate e piazzette.
Frequente è l'insediamento abitativo nelle campagne, all'interno delle affascinanti costruzioni in pietra a secco: trulli e masserie.
Le zone più interne, meno fertili e più aride corrispondono alle colline delle Murge sud-orientali, conosciute come Murge dei trulli, che si contraddistinguono per la ricchezza di emergenze naturalistiche e testimonianze storiche. Imponenti masserie, trulli, suggestive cappelle rurali, specchie, vecchi tratturi con muretti a secco invitano il visitatore a soffermarsi e ad immergersi in una natura a tratti incontaminata tra boschi, grotte, macchia mediterranea, querce secolari, pascoli. La presenza umana ha permesso di preservare e valorizzare l'ambiente rurale e le produzioni tipiche. Il clima mediterraneo favorisce alcune colture ed esalta la fragranza di molte erbe aromatiche quali il rosmarino, il timo, il basilico, la salvia, il mirto, l'origano, l'alloro e il finocchio selvatico, che insaporiscono molti piatti tipici della zona.
Spiagge
Lungo i diciassette chilometri di costa del territorio di Ostuni, in un meraviglioso gioco di colori, si snodano lunghe spiagge con dune coperte da macchia mediterranea e un alternarsi di calette sabbiose e costa rocciosa.
Il litorale di Ostuni oggi rappresenta una delle località di maggiore attrazione turistica balneare della Puglia. Le strutture ricettive presenti, tra villaggi, campeggi, residences, appartamenti per vacanze, presentano una tipologia di offerta delle più complete, capace di soddisfare le più svariate esigenze dei turisti.
PILONE - Un tratto di costa sabbiosa con alte dune coperte da ginepri secolari, dominata dalla torre di avvistamento aragonese di San Leonardo del XVI secolo. Per il suo elevato valore ambientale dovuto alla presenza di habitat considerati dall'UE di importanza comunitaria, attualmente è divenuta Riserva Naturale Regionale.
ROSA MARINA - Un susseguirsi di piccole spiagge di sabbia, tra la macchia mediterranea, dove negli anni '60, tra muretti a secco, gli oliveti secolari ed il mare, sorse un vasto insediamento turistico di importanza internazionale (nel villaggio residenziale è possibile entrare solo se muniti di tessera).
MONTICELLI - Sulle alte dune che danno il nome alla località, è possibile trovare un'atmosfera tranquilla e familiare. Nell'area sono state ritrovate testimonianze di un villaggio dell'età del bronzo.
VILLANOVA - Lì dove sorgeva l'antica Petrolla, poi ribattezzata Villanova, è presente un porticciolo, approdo per le barche dei pescatori e natanti da diporto. Suggestiva è la torre-castello del XVI che domina il porto.
COSTA MERLATA - Così chiamata per la linea di costa estremamente frastagliata, con il mare che si insinua tra gli anfratti di una costa rocciosa formando singolari ed intime calette sabbiose.
SANTA LUCIA-TORRE POZZELLA - Una costa d'incomparabile bellezza per la sua natura selvaggia e incontaminata. Un succedersi di insenature protette da alti scogli, dove gli ormai rari ginepri secolari lambiscono il mare. Così chiamata per la presenza di una torre di avvistamento risalente al XVI secolo.
L'olio di oliva è senz'altro il prodotto tipico per eccellenza della zona. I motivi che ne esaltano la qualità vanno attribuiti alle varietà coltivate (Ogliarola Salentina e Cellina di Nardò), al clima ideale, alla natura del terreno, che consentono di ricavare un prodotto dolce al palato e con un bassissimo grado di acidità. L'intero territorio ricade nella D.O.P. - olio extra vergine "Collina di Brindisi" - importante riconoscimento ottenuto dalla Commissione Europea nel I 996. Anche il vino vanta tradizioni di lunga durata: apprezzati sono i vini bianchi DOC quali l'Ostuni e il Martina ed il rosso DOC Ottavianello. Altre produzioni storiche sono rappresentate dal fico e dal mandorlo, adesso in fase di rilancio gastronomico. Nelle zone più pianeggianti della fascia costiera si coltivano pomodori, carciofi e ortaggi dallo spiccato sapore mediterraneo.
Gli allevamenti pregiati sono diffusi nelle masserie della zona collinare interna, dove sui pascoli si alleva buona parte del patrimonio zootecnico dell'intera provincia. Le carni che si ottengono sono quelle di agnello capretto, cavallo, coniglio e pollo: con queste si realizzano ottimi ragù, pietanze al forno ed arrosti allo spiedo.
Dagli allevamenti bovini, caprini e ovini, si ottengono, oltre che carni prelibate, anche ottimi formaggi, sia freschi che stagionati, Di particolare tipicità sono i formaggi ottenuti con latte ovino e caprino, come il canestrato, il cacioricotta, la ricotta forte, che accompagnano molti piatti tradizionali.
In alcune aziende si possono ancora ammirare superbi animali appartenenti a razze antiche come il cavallo murgese e l'asino di Martina Franca, il bovino podolico pugliese, allevati allo stato brado nei boschi di querce e di macchia mediterranea.
Ostuni deve anche ad una favorevole posizione geografica le caratteristiche della sua gastronomia, frutto delle lontane tradizioni della cucina contadina. L' una cucina vigorosa che attinge dai prodotti del mare e della campagna. All'olio di oliva è affidato il ruolo di condimento fondamentale per la preparazione di pietanze a base di legumi, ortaggi e pasta fatta in casa.
Il piatto tipico per eccellenza è rappresentato dalle orecchiette, le "stracchiodde" al sugo di pomodoro, condito con foglie di basilico e cacio ricotta grattugiato.
Le verdure e gli ortaggi sono i protagonisti assoluti della gastronomia locale, consumati cotti, freschi o conservati sott'olio. Le colture ortive, disponibili tutto l'anno in grande varietà, stimolano la creatività dei cuochi che si esalta nella preparazione di minestroni, minestre, fritture, contorni, ecc.. Tra i tanti piatti gustosi si segnalano: orecchiette con le cime di rape:
fave e cicorie selvatiche; melanzane ripiene al forno; carciofi fritti, arracanati, lessi, ripieni: insalate di lattuga, pomodori e cipolla, condite con olio di oliva extravergine.
Anche la pasticceria è molto apprezzata con le diverse produzioni dolciarie a base di miele, mandorle, ricotta e marmellate; a ciò si aggiungono la frutta secca di mandorle, noci e fichi "maritati" con le mandorle cotti al forno.
Il mare Adriatico, generoso di frutti di mare e di pesce azzurro rende la cucina di pesce ricca e variegata basata sulla elaborazione di prodotti semplici: ricci di mare, vongole, noci di mare, cozze, polpi, seppie, alici, sarde, triglie, merluzzo, sgombro. Si ottengono saporitissimi piatti quali alicette marinate, fritture e zuppe di pesce, linguine allo scoglio, triglie al forno, polpo in brodo con cipolla, ecc.
La gastronomia locale ha raggiunto oggi livelli altissimi di notorietà a livello nazionale e internazionale.
I ristoratori sono stati protagonisti nel valorizzare al meglio i prodotti tipici, ottenuti a partire da ingredienti semplici e genuini, a base di farina, olio, legumi, ortaggi, funghi, erbe spontanee, agnelli, capretti, frutti di mare, pesce azzurro. L'offerta ristoratrice ben diffusa sul territorio - dai centri storici alla zone collinari interne, dalla costa alle masserie agrituristiche - ha innovato sapientemente le consuetudini gastronomiche degli antichi punti di ristoro di una terra di transumanza e delle tradizionali cantine.
Numerosi sono gli ottimi e semplici locali che offrono piatti tipici a prezzi contenuti.